2009, Danimarca/UK, colore, 93 minuti
Regia: Nicholas Winding Refn
Sceneggiatura: Nicholas Winding Refn, Roy Jacobsen
innanzitutto mi sento in dovere di avvertirvi: ATTENZIONE!!!! se siete suscettibili al sangue e alla violenza non è un film per voi. infatti il titolo completo é:" Valhalla rising-regno di sangue.
se siete amanti della storia e dell'introspezione dei personaggi, se rimanete attoniti e stupefatti davanti alla sacra potenza dell'intreccio, se siete bramosi nel conoscere il significato di un film.... Bhè :) questo non è un film per voi...
Se dopo la visione del film permane ancora il pensiero:" Non ho capito niente" non sorprendetevi, il suo scopo non è raccontare, spiegare, ma di far vedere, di esagerare.... parole chiave: fango e sangue.
la trama di per se è poco percepibile, io la definirei aeriforme, ti appare davanti confusa: vichingi pagani e cristiani, terra santa, inferno.... di nessi correlativi pochi. la "narrazione" è segmentata in capitoli, alla tarantino (oserei). i titoli di questi ultimi sono la nostra unica fonte di associazione tra le immagini( notevoli) e la storia del film, poichè i pochissimi dialoghi ricercano una liricità poco spesso trovata. se i capitoli e la mostrazione spintissima del sangue e della violenza, si pensi alla scena in cui One Eye strappa (A MANI NUDE!!!!) la pancia del vichingo crocifisso alla pietra sbudellandolo (BLhee O_O) avvicinano Refn a Tarantino, i personaggi e la sceneggiatura sono discordanti. Quentin predilige molti dialoghi, forti, efficaci, irriverenti, direi addiritura geniali, mentre in Nicholas Winding predomina il silenzio e lo sguardo. infatti i suoi personaggi sono costruiti quasi per sottrazione, sono piatti. non a caso il protagonista non dice una parola in tutto il film, scelta ardua ma a cui ricorre spesso il regista anche in altri film, come ad esempio nel più recente "drive" dove il protagonista è prevalentemente muto. c'è da dire però che questa scelta in "Drive" ha più successo perchè crea una sorta di attesa, il silenzio plasma la personalità del personaggio( Ryan Gosling), e quando viene rotto le sue parole assumono maggior peso: poche, essenziali ma che ti inducono ad una maggior attenzione.
parallelamente i 2 protagonisti di questi film sono taciturni, turbati, freddi, associali, carismaticamente nulli. Una costruzione dei personaggi senza dubbio non ordinaria.
ma torniamo a Valhalla........Codesto é un film di pregevole fattura tecnica, soprattutto la fotografia... l'atmosfera tenebrosa, il paesaggio terso, la nebbia, il cielo oscurato,l'ambiente tutto pervaso dal buio e dal presagio mortale sono resi egregiamente e ne fanno la parte migliore del film. il silenzio e lo sfondo che presenta una natura aspra velatamente demoniaca ma terribilmente bella e suggestiva sono teatro della perdizione degli uomini di dio, i quali simbolicamente raffigurano la fragilità dell'uomo che si abbandona alle sue debolezze a alle sue perversioni. a differenza di One eye che nel completo silenzio cammina verso la redenzione, per rimuovere un passato talmente oscuro che lo captiamo solo attraverso flash frammentati e sanguinolenti.
in ultima analisi è interessante sottolineare il significato del titolo. il Valhalla è l'oltretomba più privilegiato della tradizione nordica riservato ai guerrieri caduti in battaglia. nelle iconografie di quella cultura viene rappresentata come una sala ( "Sala degli eroi Benedetti" ) costituita da 540 porte, il tetto formato da scudi, le travi fatte con le lancie e i sedili con le corazze. il valhalla è il palazzo chimerico di Odino e degli altri Asi ( le divinità nordiche che rispecchiano le ideologie e le abitutini guerriere di quei popoli come Thor e le Valchirie). Qui ogni giorno i guerrieri si armano e si fanno a pezzi l'un l'altro; al tramonto alla fine degli esercizi di battaglia, guariti da tutte le ferite, si portano nella sala di odino, dimenticano ciò che è accaduto prima e festeggiano bevendo birra e idromele nei crani dei loro nemici. il loro compito sarà quello di combattere nella battaglia cosmica difendendo Odino e gli Asi. la gente comune morta di morte naturale invece è destinato al Helheim( gli inferi ) l'altro regno dei morti.