lunedì 30 gennaio 2012

Midnight in Paris



Woody ci deludi?
Si o no, chi sa il responso oihbò?
Film apprezzabile per il suo citazionismo artistico, soprattutto pittorico e letterario. Se si volesse provare a catalogarlo lo si potrebbe definire come una commedia onirica: sogno e realtà ambientati nella magica Parigi ripresa in tutta la sua aulica bellezza. Lo stupore e la passione di Gil nel vivere surrealmente negli anni venti parigini prevalgono sul presente monotono, che prospetta un matrimonio alle porte, messo in discussione  per via del poco feeling tra i futuri suoceri  e il protagonista, e dalla presenza di un "pseudointelletuale" amico intimo e snob della fidanzata Inez. Interessante è la visione del presente dei vari personaggi: Gil gli preferisce la Parigi del 1920. Adriana, costumista e amante di Picasso prima ed Hemingway poi, fantastica invece per la Bella Epoque francese (fine 800-inizio 900). Mentre quest'ultima rimpiange la perfezione rinascimentale. Filo comune è che il presente non soddisfa nessuno perchè la vita non soddisfa nessuno e quindi si preferisce aspirare e perdersi in  nostalgiche immaginazioni.
Woody cerca di incantare con la sua sceneggiatura poetica ( un poco retorica) e con la sua spensieratezza di divertire; e sembra riuscirci poichè si aggiudica ben 4 nominations agli Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura originale e scenografia), che si tramutano in una sola statuetta: sceneggiatura originale. Anche se ci sono note stonate: Carla Bruni impalpabile( solo pubblicità la sua presenza), e non tutti  i vari personaggi incontrati dopo la mezzanotte nelle strade di Parigi sono convincenti.
Bunuel e in buona parte Hemingway i meno, Dalì sicuramente il Top. Vedere Adrien Brody destreggiarsi nei panni del pittore surrealista fa tornare in mente le foto del vecchio libro di storia dell'arte, l'espressione facciale è ben simulata dall'attore premio oscar nel 2003("il pianista" di Polanski), che ne assume anche la bizzara personalità...." io ci vedo un RINOCERONTE"....
I continui incontri  con le grandi figure  delle epoche passate e l'onore di potergli parlare può ricordare un po Dante della Divina Commedia? Eresia!?!? Paragone eccessivo? Assolutamente si, come confrontare Shakespare con Paperino, ma una vaga idea la rende.Filml per sognatori, pittoresco, piacevole e divertente, con una velata satira politica e intelletuale, tecnicamente classico e narrativo; scena clou l'incontro con Dalì. Finale romantico, immancabile per l'atmosfera e la continua adulazione a Parigi.

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